"Clan-Destino giovani: insieme per costruire l'integrazione".
Fondazione O'Scià e Osservatorio Permanente Giovani Editori - presentano il progetto "Clan-Destino giovani: insieme per costruire l'integrazione" Promuovere la cultura dell'informazione per sconfiggere il pregiudizio
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COMUNICATO STAMPA:
Si chiamerà "Clan-Destino giovani: insieme per costruire l'integrazione", il progetto nazionale di educazione interculturale - frutto della collaborazione tra Osservatorio Permanente Giovani Editori e Fondazione O'Scià - che mira a sensibilizzare gli studenti delle scuole superiori sul tema dell'integrazione possibile.

Nato da un'idea di Andrea Ceccherini, Presidente dell'Osservatorio Permanente Giovani Editori (l'organizzazione che attraverso la lettura di più quotidiani a confronto si propone di aiutare i giovani a sviluppare quello spirito critico indispensabile per essere domani cittadini liberi) e Claudio Baglioni (da anni impegnato, con il progetto "O'Scià", sul fronte dell'incontro tra arti e culture), il progetto è stato pensato con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni al tema dell’integrazione affinché possano sviluppare una coscienza più informata e consapevole su questo aspetto della convivenza civile, senza preconcetti e pregiudizi.

Attraverso "Clan-Destino giovani: insieme per costruire l'integrazione", gli oltre 1.500.000 di studenti delle scuole secondarie superiori italiane che partecipano al progetto “Il Quotidiano in Classe” promosso dall'Osservatorio Permanente Giovani - Editori saranno invitati dal 1 Marzo al 31 Maggio 2007 a dare libero sfogo al loro talento e a tutte le loro energie creative per rappresentare i diversi aspetti del tema dell’integrazione, realizzando un calendario - con foto, immagini, disegni, poesie, aforismi, ecc. - che possa diventare il simbolo del paziente e quotidiano processo di costruzione della convivenza tra culture diverse.

"Con questo progetto – ha dichiarato Andrea Ceccherini - vogliamo favorire quel confronto tra le culture figlio della cultura del confronto. Unico antidoto nelle societa' moderne per far prevalere la forza della ragione sulle ragioni della forza, e per far crescere quel clima di dialogo e di rispetto reciproco che rende la societa' più' libera, più' civile, più' democratica".

“La musica insegna – ha spiegato Baglioni – che la bellezza nasce proprio dall’armonia delle
diversità. Da una sola nota non nasce niente di buono. E come in un’orchestra ogni musicista porta il valore della propria tecnica, della propria sensibilità, della propria espressività, così nella vita ogni uomo deve portare in dote agli altri il valore della propria storia, della propria cultura, della propria identità. L’integrazione è esattamente questo: creare l’orchestra degli uomini. Non solo una necessità ma un passaggio obbligato se si vuole costruire un futuro di crescita, sviluppo e pace per tutti.”

Ragioni, finalità e caratteristiche di "Clan-Destino giovani: insieme per costruire l'integrazione" sono state illustrate questa mattina (26 Gennaio 2007) a Roma, presso la sala della Stampa Estera, dal Presidente dell'Osservatorio Permanente Giovani – Editori, Andrea Ceccherini e da Claudio Baglioni, alla presenza del Vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini.
L’iniziativa sarà resa possibile grazie al contributo della Fondazione Banco di Sicilia che attraverso il suo Presidente Giovanni Puglisi ha voluto così sostenere questo progetto che tratta un tema di primario interesse per il territorio siciliano.


PROGETTO:
“Clan-Destino giovani: insieme per costruire l’integrazione”

Osservatorio Permanente Giovani-Editori e Fondazione O’Scià
per l’anno scolastico 2006/2007

Oggi la parola clandestino si associa quasi immediatamente al problema dell’immigrazione clandestina.

Perché allora cominciare il titolo di un progetto che vuole sensibilizzare i giovani al tema dell’integrazione, proprio con questa parola che sempre più spesso è usata per allontanare e per discriminare?

Perché vogliamo partire da una parola che divide per unire, per dimostrare come i contrasti possano essere superabili e come si possa costruire proprio partendo dalle diversità.

Perché non ci fanno paura le parole, ma l’uso improprio che troppo spesso ne viene fatto. Un uso improprio che in molti casi è frutto dell’ignoranza, della scarsa informazione, del pregiudizio.

Perché costruire un processo di integrazione non è un percorso facile, e non ci spaventano né le difficoltà né le parole scomode, noi non cerchiamo scorciatoie. E’ una strada per lo più in salita, che richiede impegno, informazione, educazione, comprensione reciproca: il processo di integrazione passa dalla quotidianità di tutti noi e va costruito giorno per giorno.

Noi scegliamo di partire proprio dalla parola clandestino e scomponiamola per farle acquisire un nuovo significato, diamole un senso che è quasi l’antitesi di quello che comunemente le viene attribuito: usiamola per unire, per creare il clan dei giovani che non vogliono rimanere in balia del loro destino, ma che vogliono agire, insieme, per costruire un destino migliore.

La provocazione di usare una parola che troppo spesso serve per bollare, che nasconde quasi un tentativo di liquidare in maniera sbrigativa una questione delicata, e di “stravolgerla”, trasformarla e usarla per lanciare un invito rivolto, in particolare, ai giovani: perché sentano il bisogno conoscere e di avere un rapporto maggiormente informato e consapevole con queste tematiche, perché capiscano l’importanza del confronto e dello scambio reciproco, perché imparino ad amare e ad accettare loro stessi per potersi aprire agli altri.




Premessa

L’Osservatorio Permanente Giovani-Editori è un’organizzazione che sin dalla sua nascita ha avuto l’ambizione di avvicinare in modo naturale i giovani alla lettura critica dei giornali, partendo dalla convinzione che un giovane che non legge è un giovane più povero di cultura, di idee e di occasioni, e che per favorire un’abitudine alla lettura occorre investire in educazione.

Per questo motivo l’Osservatorio promuove da sei anni il progetto battezzato “Il Quotidiano in Classe” che oggi permette a 1.502.731 studenti di dedicare un’ora di lezione settimanale alla lettura critica di più quotidiani.


E’ una sfida complessa, quella di chi vuole accompagnare i ragazzi nella lettura ragionata e plurale di più giornali, educarli al confronto delle idee, all’esercizio della critica, per prepararli a vivere in maniera completa e consapevole la loro vita nella comunità, fornire loro gli strumenti per essere uomini liberi, forti di quella libertà di pensiero data dal saper leggere la contemporaneità con i propri occhi e di saperla interpretare con il proprio cervello.

E’ la sfida di chi vuole contribuire a fare dei giovani di oggi i cittadini liberi di domani.

Proprio partendo da questi presupposti, l’Osservatorio vede nella Fondazione O’Scia’ e nel suo obiettivo un naturale completamento dei propri.

La manifestazione proposta dalla Fondazione O’Scia’, ha rivolto un invito alle Istituzioni, alle forze politiche, ai media e all’opinione pubblica, a non trascurare l'emergenza immigrazione clandestina e ad unire le intelligenze e le energie per individuare ipotesi di soluzione per una integrazione possibile.

Davanti a questo tema, l’Osservatorio si propone per avviare una collaborazione con la Fondazione e realizzare insieme un’iniziativa ad hoc rivolta agli studenti della scuola secondaria di secondo grado, nell’ambito del progetto "Il Quotidiano in Classe".

Nel corso degli ultimi anni, in seguito ai forti flussi migratori provenienti dai Paesi dell'Africa, dell'Asia, dell'America Latina e dall'Est Europa, i vari contesti sociali e culturali italiani hanno assunto un aspetto spiccatamente multiculturale, all'interno dei quali uomini e donne di cultura, religione e costumi differenti si sono ritrovati a coesistere, non senza tensioni, come tante parti di uno stesso scenario.

La società italiana sta vivendo una fase di profonda trasformazione i cui esiti appaiono ancora estremamente variabili, ma che possono, entro certa misura, essere gestiti se ci disponiamo a considerarla - e, di conseguenza, ad agire in essa - come un grande laboratorio dove le diverse componenti si possono arricchire reciprocamente, si scambiano esperienze nuove e crescono in un processo di contaminazione reciproca e continua.

Qualsiasi politica di integrazione si deve però accompagnare ad interventi in campo formativo necessari per costruire quelle basi culturali, senza le quali diviene impossibile ogni convivenza civile.

Per questo, è proprio nella Scuola che le nuove generazioni devono dotarsi di strumenti per combattere, sul piano intellettuale, culturale, etico, religioso e psicologico, quegli stereotipi che esasperano i conflitti ed allontanano le speranze di equilibrio.






Ecco perché l’Osservatorio e la Fondazione O’Scia’ realizzeranno insieme una collaborazione che passi attraverso un progetto di educazione interculturale delle giovani generazioni per raggiungere l’obiettivo comune di contribuire alla crescita del Paese.

Obiettivi

Il progetto “Clan-Destino giovani: insieme per costruire l’integrazione” vedrà Fondazione e Osservatorio collaborare per un comune obiettivo di fondo: sensibilizzare le nuove generazioni al tema dell’integrazione affinché possano avere un rapporto maggiormente informato e consapevole con queste tematiche.

Il desiderio è quello di fare in modo che i ragazzi si creino sul tema dell’integrazione possibile opinioni informate, senza preconcetti né pregiudizi, che possano ampliare il loro spettro di conoscenza e di approfondimento a tutte le implicazioni legate alle politiche di integrazione.

Un progetto che si collochi nel percorso di educazione interculturale che negli ultimi anni la Scuola italiana, come agenzia educativa, è stata chiamata ad avviare per offrire un’educazione che sia all'altezza dei problemi di una società complessa e mobile come è la nostra.

L’Osservatorio e la Fondazione realizzeranno un nuovo progetto che andrà ad inserirsi nel contesto del "Il Quotidiano in Classe" e che punterà alla sensibilizzazione dei giovani sul tema dell’integrazione possibile passando anche attraverso la cultura dell’informazione, aiutando i giovani a superare quei preconcetti,
pregiudizi e stereotipi che troppo spesso sono figli dell’ignoranza.

Format del progetto

La scuola e la classe intese quindi come una palestra di vita attiva nella quale l’Osservatorio e la Fondazione si faranno promotori di un’iniziativa dall’alto valore civile e sociale, di una nuova sfida tesa a dare il proprio contributo all’educazione interculturale.

A studenti e docenti non sarà chiesto solo di informarsi e discutere in classe su questi temi, ma sarà realizzato un concorso finalizzato alla creazione di un elaborato.

Le classi saranno invitate a lavorare per rappresentare in modo creativo il tema dell’integrazione. Questioni tanto delicate quanto urgenti, che daranno l’opportunità ai ragazzi di confrontarsi e di capire come ci siano soluzioni possibili e come l’integrazione sia un processo lungo, che si costruisce giorno per giorno, nella quotidianità di ciascuno di noi.

Sulla base di impostazioni assegnate dovranno realizzare un calendario fatto di foto, immagini, disegni, poesie, aforismi e che sia il simbolo della costruzione, giorno per giorno, dell’integrazione.

Così facendo i ragazzi potranno dare libero sfogo alla loro creatività ma dovranno anche dare prova di aver studiato questi temi, di essersi informati e di conoscerli per poterli sintetizzare e tradurre in immagini, parole, disegni, che risultino significativi e rappresentativi.





Infatti, alle classi sarà richiesto di accompagnare i lavori con un documento, una nota esplicativa, che servirà a presentare in maniera dettagliata il calendario e le ragioni che hanno indotto la classe a scegliere di rappresentare l’integrazione attraverso quelle forme e quelle immagini.

Invitare i ragazzi ad esplicitare il percorso di rielaborazione che hanno fatto traducendolo anche in parole, un modo per dare prova di aver acquisito una conoscenza ed una familiarità con il tema e per trasmettere un segnale di immediata comprensione del messaggio dato.

Inoltre, la partecipazione sarà necessariamente di classe, e quindi porterà i ragazzi a dover lavorare in gruppo, a doversi confrontare tra loro, a scambiarsi idee e punti di vista, ad operare scelte, a trovare compromessi e forme di mediazione.

Nell’unità di lavoro classe si andranno perciò ad attivare proprio alcuni dei meccanismi interpersonali che sono passaggi cruciali anche dei processi di integrazione: processi che limitano l’isolamento e che possono favorire l’inserimento sociale dei giovani coinvolti, la formazione identitaria individuale e collettiva.

Dal momento del riconoscimento delle reciproche identità attraverso l'ascolto delle reciproche esperienze, a quello dello scambio dei reciproci patrimoni formativi, sino al riconoscimento di un comune denominatore umano dietro le diverse esperienze che fa scomparire lo scarto implicito nel precedente concetto di identità e fluidifica le differenze.

Un’esperienza creativa molto appetibile e stimolante per i ragazzi ma integrata nella totalità di un progetto educativo e con forti capacità di aggregazione.


Modalità e tempi del concorso

All’indomani del lancio del progetto l’Osservatorio invierà una comunicazione a tutti i docenti referenti del progetto "Il Quotidiano in Classe" per rivolgere loro l’invito ad aderire con le classi a questo nuovo Concorso, così da portare gli studenti a prendere spunto dai quotidiani che riceveranno e leggeranno in classe, per informarsi sul tema dell’integrazione, e per approfondirlo insieme a scuola.

Il Concorso partirà il 01 Marzo ed entro 31 Maggio 2007 le classi prepareranno i loro calendari e li invieranno all’Osservatorio.

Al termine del Concorso, dal mese di Giugno sino alla metà di Luglio, un’apposita Giuria si metterà all’opera per valutare tutti gli elaborati che saranno pervenuti ed entro il 15 di Luglio p.v. dovrà scegliere le 12 rappresentazioni vincitrici che andranno a comporre il calendario 2007/2008 del Concorso.

Il calendario sarà realizzato e verrà presentato in occasione di una cerimonia di premiazione che si terrà nella seconda metà del mese di Settembre, ed alla quale prenderà parte una delegazione composta da studenti e docenti.

All’avvio del progetto "Il Quotidiano in Classe" per l’a.s. 2007/2008 il calendario verrà stampato e una copia sarà inviata a ciascuna delle scuole che avranno partecipato alla prima edizione del Concorso “Clan-Destino giovani: insieme per costruire l’integrazione”.

FONDAZIONE O'SCIA'

"Fondazione O'Scià": dal mare nostrum al mare di tutti noi.

Il progetto O'Scia' (Odori, Suoni, Colori d’Incontri d’Arte) nasce nell'estate 2003 da un'idea di Claudio Baglioni: una serata di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgia a Lampedusa per sensibilizzare Istituzioni, forze politiche, media e opinione pubblica sul delicato tema dell'emergenza immigrazione e solidarizzare con gli abitanti delle isole Pelagie, così interessati dalle drammatiche cronache degli sbarchi dei clandestini.
Grazie al sorprendente successo di pubblico, alla massiccia attenzione dei media, al riconoscimento delle più importanti Istituzioni nazionali (Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, Patrocinio di Senato e Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Giustizia, Ministero delle Politiche Giovanili, Ministero Politiche Europee, Ministero dell'Ambiente, Comune di Lampedusa e Linosa, Regione Siciliana) ed europee (Patrocinio del Vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini), al saluto e alla Benedizione di Sua Santità Papa Benedetto XVI e al sostegno ideale di prestigiose organizzazioni internazionali quali l'UNCHR (l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e Amnesty International, O'Scia' è diventata la più importante rassegna artistico-musicale a sfondo sociale del nostro paese e, in prospettiva, in ambito europeo.
E proprio su invito della Commissione Europea, il 13 settembre 2006, Baglioni ha illustrato temi e finalità del progetto O’Scià, in uno straordinario concerto nell'Aula Plenaria del Parlamento Europeo a Bruxelles. Un concerto preceduto da una conferenza stampa e da un dibattito con i rappresentanti dei paesi europei, per sottolineare il ruolo centrale dell'Europa nel dar vita a politiche in grado di garantire un assetto di stabilità, sicurezza, pace e sviluppo, tanto per il bacino del Mediterraneo, quanto per popoli e paesi dell'Unione.
In soli 3 anni oltre un centinaio tra i più importanti nomi della scena musicale e artistica italiana e internazionale, hanno offerto a "O'Scià" il contributo delle loro idee e il valore della loro capacità di regalare emozioni, appassionare, e, soprattutto, far riflettere. Tra gli altri: Amadeus, Biagio Antonacci, Francesco Baccini, Claudio Baglioni, Luca Barbarossa, Baraonna, Beati Paoli, Simona Bencini, Edoardo Bennato, Loredana Bertè, Enrico Brignano, Massimo Bubola, Luca Carboni, Orchestra Casadei, Antonio Casanova, Riccardo Cocciante, Cochi e Renato, Luisa Corna, Gigi D'Alessio, Ilaria D'Amico, Dennis, Grazia Di Michele, Dolcenera, Niccolò Fabi, Fichi D'India, Eugenio Finardi, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, Alberto Fortis, Francesco, Fabrizio Frizzi, Bob Geldof, Claudia Gerini, Irene Grandi, Gianluca Grignani, Heres, Enzo Iacchetti, Pino Insegno, Khaled, Roberta Lanfranchi, L'Aura, Luca Madonia, Mango, Rosa Martirano, Marco Masini, Antoine Michel, Amedeo Minghi, Andrea Mirò, Gianni Morandi, Morgan, Nair, Nada, Neffa, Nek, Neri per Caso, Neri Marcorè, Pablo e Pedro, Pago, Giorgio Panariello, Gatto Panceri, Paola e Chiara, Max Pezzali, Stefano Picchi, Povia, Raf, Massimo Ranieri, Marina Rei, Francesco Renga, Ron, Enrico Ruggeri, Aida Satta Flores, Selim T., Alan Sorrenti, Anna Tatangelo, Tiromancino, Gianni Togni, Paola Turci, Paolo Vallesi, Antonello Venditti, Mario Venuti, Michele Zarrillo.
Nel dicembre 2006, per promuovere il dialogo interculturale e fare dell'Europa la terra dell'incontro tra le grandi civiltà, le culture e le diverse fedi, è nata la Fondazione O'Scia'. Due gli obiettivi fondamentali: superare paure e diffidenze e favorire - attraverso il linguaggio universale e unificante della musica e dell'arte - l'incontro e l'integrazione tra i popoli e le etnie; concorrere a costruire - grazie al riconoscimento e alla promozione dei valori di cui ogni cultura è portatrice - un nuovo modello di convivenza: civile, pacifica e solidale.

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